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Il più semplice programma in Java

Da Programmazione Software.

Descrizione

Analizziamo nei dettagli il più semplice programma in Java, che segue:

/**
     Commenti per JavaDOC
*/
 
/* Semplice commento 
     su più righe 
*/
 
// Commento su una sola riga
class ciaomondo
{
     public static void main(String[] args) 
     {
          System.out.println("Ciao, mondo!");   // Scrive "Ciao, mondo!"
     }
}


Commenti

La prima parte del programma è costituita dai 3 tipi fondamentali di commento, che ricordiamo essere utili solo per lo sviluppatore, in quanto completamente ignorati dal compilatore:

/** documentazione */ La sintassi /** ... */ serve per dichiarare un commento utile per creare la documentazione del programma in modo automatico utilizzando un particolare software. Il JDK fornisce javadoc a questo scopo.

/* commento su più righe */ La sintassi /* ... indica un semplice commento su più righe. N.B. Non si possono innestare commenti su più righe uno nell'altro. Esempio: /* Commento 1 /* con all'interno commento 2 */ */ (NON AMMESSO!)

// commento La sintassi // ... <commento> indica al compilatore di ignorare tutto quello che c'è dopo i caratteri // fino alla fine della linea


Definizione di una classe

Una classe si definisce utilizzando la parola chiave class seguita dal nome che si vuole dare alla classe. Una classe raccoglie variabili e metodi al suo interno tra le parentesi graffe e rappresenta il modello da cui possono derivare altre classi, a partire da questa.

Nel nostro caso specifico, la classe ciaomondo non discende (=deriva) da nessun'altra classe e definisce al suo interno un solo metodo, main. Il metodo main rappresenta il punto di ingresso in una classe quando si esegue la classe stessa, con il programma java (un pò come il main nel C).


Il metodo main

Il metodo main abbiamo detto essere il punto di ingresso nella classe quando chiamata dall'esterno dal programma java. Deve necessariamente avere gli attributi: public static void.

* ''public'' indica che il metodo può essere chiamato dall'esterno da qualsiasi altro oggetto, senza alcun tipo di restrizione;

* ''static'' indica che il metodo è un metodo di classe; un metodo di classe è un metodo istanziato in memoria una sola volta e q uindi accessibile direttamente a partire dalla classe di appartenenza, senza dover definire un'istanza della classe di appartenenza.
Tutti i metodi statici vengono messi a disposizione dal momento dell'avvio della classe.
Il metodo println è un altro esempio di metodo statico, che si può chiamare senza dover definire un'istanza della classe System.out
Come i metodi, anche le variabili possono essere static, e quindi variabili di classe. Questo vuol dire che la variabile static sarà istanziata in memoria una sola volta. Ogni istanza della classe utilizzerà direttamente la variabile definita nella classe e non una copia. Questo vuol dire, ancora, che la variabile static avrà valore globale, nel senso che sarà la stessa per tutte quante le istanze che si faranno della classe di appartenenza.

* ''void'' indica il tipo di ritorno della funzione; void indica che la funzione non rilascia nessun valore. 

E' banale dire che la classe che rappresenta il punto di partenza del vostro programma deve avere una funzione main con i tre attributi public static void.

N.B. Il terzo parametro non è necessario che sia void, ma può essere un qualunque tipo primitivo (int, char, float ...) o composto di Java; nella maggior parte degli esempi di questi appunti si userà comunque void.

Per concludere, l'argomento che riceve la funzione main è un array con tutti i parametri passati dalla linea di comando.