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Definizioni e generalità dei motori endotermici alternati

Da Programmazione Software.

Introduzione

Sotto la denominazione "motori termici" si comprendono tutte quelle macchine che sono atte a trasformare in lavoro meccanico l'energia termica ottenuta dalla combustione di un adatto combustibile.Tale trasformazione avviene attraverso l'azione di un fluido attivo, riscaldato dalla combusione stessa. I motori termici possono essere "a combustione esterna" (esotermici) quando la combustione avviene al di fuori del fluido attivo; "a combustione interna" (endotermici) quando la combustione avviene nel fluido attivo in modo che vengono a far parte di questo i prodotti stessi della combustione I motori endotermici oggetto del nostro studio, sono quelli "a stantuffo" alternativi. Anche tra questi però è necessaria una distinzione per quanto riguarda il combustibile e l'andamento della combustione nel cilindro. Si hanno così le seguenti categorie:

1) Motori a combustione a volume costante o ad accensione a scintilla ossia a combustibile gassoso o liquido leggero che viene evaporato e mescolato con aria prima di essere aspirato nel cilindro dove avviene la combustione. Nel motore viene introdotta cioè una miscela di combustibile e aria comburente che viene poi infiammata con un apposito dispositivo (candela); da qui la denominazione di motori ad accensione. Poichè la combustione avviene repentinamente ed "a volume costante" tali motori si denominano anche "motori a scoppio" (od a ciclo Otto). La tecnica moderna in alcuni motori (aviazione-corsa) fa avvenire la carburazione nell'interno o immdiatamente accanto del cilindro mediante l'iniezione del combustibile durante la fase di aspirazione. Tali motori non debbono essere confusi con quelli della categoria seguente, sia perchè in essi l'accensione della miscela carburata avviene sempre per mezzo di un'apposito dispositivo, sia perchè la combustione avviene sempre a volume costante.

2) Motori ad iniezione od a combustione a pressione costante (Motori Diesel). Il combustibile usato, per sua natura meno infiammabile e più pesante, viene direttamente iniettato per mezzo di un polverizzatore nel cilindro del motore. In questi mootri, che aspirano solo aria, la pressione e la temperatura finale di compressione raggiungono valori tanto elevati da provocare l'accensione spontanea del carburante iniettato a fine corsa di compressione. La combustione in questi motori avviene in maniera meno brusca che in quelli della categoria precedente. Essa comincia praticamente all'inizio dell'iniezione e si prolunga per un certo tempo, in modo tale da mantenere pressochè costante la pressione nell'interno del cilindro durante tutto il tempo di combustione. L'andamento delle pressioni e dei volumi in tali motori sono stati studiati da Ernest Diesel e prendono da costui il nome di motori a ciclo Diesel.